Anche se questo blog ha come missione parlare di cose stupide, aderisco alla protesta contro la legge Alfano, detta 'bavaglio'. Saluti.
martedì 14 luglio 2009
Parentesi
Anche se questo blog ha come missione parlare di cose stupide, aderisco alla protesta contro la legge Alfano, detta 'bavaglio'. Saluti.
mercoledì 24 giugno 2009
Disservizi
Domenica mattina, stazione dei pullman di Bristol.Attendo con ansia l'arrivo del pullman per Portishead, la ridente località sul fangoso canale di Bristol che ha dato il nome al famoso gruppo musicale. Per chi accogliesse questa puntualizzazione con sorriso sarcastico, sottolineo che non è affatto poco. Tutte le altre ridenti località che si affacciano sul canale di Bristol, infatti, si possono fregiare del solo attributo fangoso.
Comunque, ad un certo punto il pullman arriva e io faccio per salire quando l'autista mi ferma e dice di aspettare, qualcosa non va nel pullman. O cazzo, penso io, sono finito! E' domenica mattina (neanche tanto avanzata, sapete come sono fatto: amo partire presto), come si fa a riparare un guasto? Mi toccherà aspettare il pullman dopo, penso, poi l'autista sparisce. Quando ricompare apprendo che il guasto è il tergicristallo che non è in posizione e, seppur con cautela perchè non so mai se capisco esattamente quello che mi dicono, ricomincio a sperare di partire in orario: in fondo chi se ne frega di un tergicristallo per un viaggio di 40 minuti se non piove? Tra l'altro, chi l'ha mai saputo come si dice tergicristallo in inglese? Però la mimica era chiarissima, non poteva che trattarsi del tergicristallo, quindi tutti a bordo? - gli chiedo con un cenno. No. Nel Regno Unito non funziona così, se il tergicristallo non va, il pullman non funziona correttamente, logica conseguenza di ciò è l'avvio della procedura prevista in caso di guasto. Mi è stato chiaro solo in seguito perchè si possono permettere di essere fastidiosamente pignoli: non curante del fatto che la domenica è il giorno del signore e che, bene che vada, sono le nove e mezza del mattino, dopo pochi minuti arriva il furgoncino delle riparazioni con il suo bravo omino preposto alle riparazioni. Ero stupefatto, ma non era ancora niente. Nella mia carriera di pendolare sulla linea Bergamo-Milano, di omini preposti ne ho visti uno sterminio (sebbene non alle nove e mezza della domenica mattina) e questo, sistematicamente dico, non ha mai voluto dire un cazzo.
Quando ho visto il meccanico infilarsi i guanti e mettersi a lavorare, ho capito che avrebbe davvero potuto succedere qualsiasi cosa, era una specie di segno messianico per il pendolare che è in me, ero ormai pronto a vedere ogni meraviglia, immaginabile o no, materializzarsi davanti ai miei occhi. E le meraviglie sono effettivamente avvenute: l'autista che aiuta il meccanico, nessuno che urla a non si sa bene chi "Gennààààà cum'è che sa sssshvita stu cazz'e bbullone?" e non da ultimo i pezzi di ricambio necessari che sono già dentro al furgone. Certo il pullman è partito in ritardo, ma con solo venti minuti di ritardo, certo l'italiano che è in me forse non capirà mai fino in fondo la necessità di cambiare il tergicristallo, ma sono qui anche per imparare.
Ah, le immagini della gita che alla fine ho potuto fare:
Il primo post dal cellulare
Questo è il primo post dal cellulare, vediamo come viene. Ci metto pure una foto, via! Mi voglio rovinare!
lunedì 15 giugno 2009
Razionalità annebbiata
E in mezzo a tutti gli sforzi razionali che devi fare per aggiustare le cose, per farle funzionare secondo un ordine e per portarsi a casa la pagnotta, mentre costringi il tuo cervello (anche limitato, lui, poverino) a spremersi per cacciare fuori qualche buona idea che ti consenta di tornartene a casa a scrivere il tuo blog, mentre lo imbrigli dentro tutta la razionalità di cui sei capace, ti sguscia fuori da non si sa dove un rigurgito di irrazionalità. E' così che tra un reboot e l'altro la mia collega dice "cioè hai capito? Questi hanno cominciato a parlare di trinità e io gli ho detto 'guarda, non mi parlare di trinità, io sono unitiarista', 'trinità? no non è la trinità', 'cooosa? Il padre il figlio e lo spirito santo, cosa sono?? la trinità!' cioè parlavano di trinità e non sapevano neanche quello che dicevano. No, io faccio parte degli unitaristi". "Ma siete cristiani?", le chiedo io. "Beh, più o meno ci sono vari gruppi, non c'è una dottrina fissa per tutti". Cioè, io me li immagino questi, incontrarsi in gruppi sempre più piccoli per inconciliabili divergenze dottrinali, ad avventurarsi in carpiati concettuali (tipici di molti ragionamenti religiosi) piuttosto che rinunciare al loro momento di irrazionalità istituzionalizzata. E non è un caso che questo Paese di pazzi con mille religioni fantasiose e un po' anarchiche sia lo stesso Paese che dà l'esempio al mondo in quanto ad ordine e organizzazione, ve l'ho detto e dovreste cominciare a credermi, perchè un giorno lo leggerete scritto nei baci perugina: "L'irrazionalità è un bisogno dell'uomo, la razionalità un necessità della società".
domenica 31 maggio 2009
Le meraviglie di Londra
Londra è una città veramente incredibile! Quando ci vai per la prima volta rimani con il naso all'insù per tutto il tempo e per ogni angolo che giri, vedi qualcosa di estremamente famoso, un'icona. Buckingham Palace, il Big Ben, Westminster, il Tamigi, la cupola di Saint Paul, i pullman e le cabine telefoniche rosse... Ma capita anche che sei seduto in un bar e all'improvviso ti entra la grande star del cinema, come mi è capitato qualche giorno fa. Alcune ragazze, che erano in fila alla cassa, tornano al tavolo incredule e cominciano a dire "Jude Law, Jude Law! C'è Jude Law, oddio non ci posso credere" Si sa come sono le ragazze: il ritmo delle parole si è impennato al limite del comprensibile, la frequenza si è pericolosamente avvicinata agli ultra suoni. E tra "Guardalo quanto è bello!", "Non ci credo", "Ora vado e gli chiedo una foto", "Poverino, in fondo è solo", tutto il locale, piano piano, si rende conto dell'incredibile momento storico di cui siamo testimoni.Devo ammettere che l'atmosfera elettrizzante mi ha contagiato un po', cazzo non capita tutti i giorni di vedere dal vivo una star del cinema, di oltrepassare il confine dello schermo e stare fianco a fianco con un eroe del grande schermo: "Porcaccia la miseria, Jude Law", penso, "domani lo racconto a tutti".
Poi lo noto anche io, tutto sorrisi parlare con una commessa in brodo di giuggiole, sporgendosi leggermente verso di lei oltre il bancone con i suoi occhiali scuri. E' stato allora che ho detto "sì, ma chi minchia è Jude Law?"
martedì 12 maggio 2009
Il filo rosso
Avendo, tra le altre cose, dimenticato anche il badge, una mattina mi trovo davanti alla porta d'ingresso della ITV (che e' l'edificio dove lavoro) ad esclamare con gli occhi al cielo "cazzo, ho dimenticato anche il badge". Salgo quindi la rampa dell'ingresso principale ancora avvolto dalle nebbie cerebrali tipiche del lunedi' mattina e pigio il bottoncino del citofono per implorare l'usciere di aprirmi. Per inciso l'usciere e' lo stesso di http://applejuzz.blogspot.com/2009/01/e-non-abbiam-bisogno-di-parole.html.
Un celestiale quanto familiare trillo si leva dal citofono, il tipico suono del citofono Comelit. Incredibile, ho lavorato in Comelit fino a novembre dell'anno scorso e ora che sono a migliaia di chilometri (anzi di miglia) di distanza mi trovo un citofono Comelit (un Vandalcom per la precisione) fuori dall'ufficio, ironia della sorte!
Devo ammettere che stavo per rispondere d'istinto "Com'e' com'e'" che era la tipica frase durante i test di un citofono, detta e ridetta migliaia di volte sui banconi di prova a Rovetta, nella sede di Comelit. Ma non ho detto niente e chi sa la storia dell'usciere (vedi link sopra) non si stupira', anzi immaginera' che una volta entrato ho alzato il dito e ho preso le chiavi per aprire il mio ufficio. Solo che stavolta sorridevo piu' per la sorpresa che per britannica cortesia.
Un celestiale quanto familiare trillo si leva dal citofono, il tipico suono del citofono Comelit. Incredibile, ho lavorato in Comelit fino a novembre dell'anno scorso e ora che sono a migliaia di chilometri (anzi di miglia) di distanza mi trovo un citofono Comelit (un Vandalcom per la precisione) fuori dall'ufficio, ironia della sorte!
Devo ammettere che stavo per rispondere d'istinto "Com'e' com'e'" che era la tipica frase durante i test di un citofono, detta e ridetta migliaia di volte sui banconi di prova a Rovetta, nella sede di Comelit. Ma non ho detto niente e chi sa la storia dell'usciere (vedi link sopra) non si stupira', anzi immaginera' che una volta entrato ho alzato il dito e ho preso le chiavi per aprire il mio ufficio. Solo che stavolta sorridevo piu' per la sorpresa che per britannica cortesia.
giovedì 19 marzo 2009
Crisi di un supposto chef
Io... io sono in crisi, non so piu' chi sono e il dubbio piu' grande della mia vita sta affiorando sempre piu' chiaramente: e se, dopo tanto tirarsela, in realta' non sapessi cucinare?
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